Museo Vela
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Voluta dallo scultore Vincenzo Vela (1820-1891) con la triplice funzione di abitazione, laboratorio e museo privato, ed edificata negli anni 1862-1865 dall'architetto ticinese Isidoro Spinelli secondo i piani di Cipriano Aimetti, attivo alla corte piemontese, la villa fu abitata dall'artista e dalla famiglia al ritorno a Ligornetto dopo l'intensa stagione trascorsa a Torino.
La residenza signorile, costruita in posizione sopraelevata a nord-ovest del paese natio dei Vela, e ben visibile da lontano, oltre a servire da abitazione per la famiglia dell'artista, fu edificata per divenire l'elemento centrale della celebrazione del culto personale dell'artista, ormai internazionalmente noto. Architettonicamente e spiritualmente questo proposito fu concretizzato nell'ottagono centrale sormontato dal tiburio, la cosiddetta "Sala per modelli", il vero cuore della villa, che accoglieva i modelli in gesso di quasi tutte le opere dello scultore. Ai calchi trasportati dagli studi di Torino si sarebbero col tempo aggiunti quelli eseguiti a Ligornetto nei decenni a venire fino alla morte dell'artista, sopraggiunta nel 1891. A questi modelli, che nel procedimento realizzativo di un monumento rappresentavano uno stadio intermedio, e che comunemente venivano distrutti dopo il loro utilizzo, l'artista aveva conferito la dignità di opere a sé stanti, sulle quali, più che altrove, il suo genio aveva lasciato la propria impronta.
La villa fu aperta al pubblico dallo stesso Vincenzo nel settembre del 1868 e dai commentatori subito denominata "Panteon Vela". Per il suo ideatore il farvi visita doveva trasformarsi in un'esperienza destinata a lasciare un'impronta indelebile. Non risulta per noi difficile immaginare lo stupore di chi, pur avendo intuito la singolarità del luogo, dichiarata dall'impianto della facciata principale della villa rivolta verso il paese sottostante, entrando nel sacrario ottagonale, si trovava di fronte a uno straordinario affollamento di monumenti, busti, rilievi, medaglioni, esposti in registri sovrapposti, dominanti dal colossale monumento equestre a Carlo II Duca di Brunswick. Per chi veniva dalla Lombardia si aggiungeva la sorpresa - ancor oggi condivisa da molti - di trovare sul suolo elvetico , in un luogo lontano dai centri urbani dove veniva fatta la storia, raggruppati sotto un unico tetto, i ritratti e i monumenti di tanti uomini italiani illustri, protagonisti del passato e della recente storia risorgimentale; monumenti che, tolti dal contesto per il quale erano stati creati, assumevano in questa cornice una funzione evocativa ed emblematica.

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Il Museo Vela - Testo del Prof. Piffaretti
 
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Lunedì - Giovedì
08:00-10:00 16:00-18:00
Venerdì
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